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Sarà uno dei temi principali in votazione il prossimo 19 novembre: l’aumento dell’IVA per finanziare - almeno parzialmente - la 13esima rendita dell’AVS, approvata dal popolo nel marzo del 2024. Una rendita che verrà versata per la prima volta nel corso del prossimo dicembre a circa 2 milioni e 600mila pensionati, per una spesa totale di circa 4 miliardi di franchi. Il fondo di compensazione dell’AVS permette al momento di far fronte a questa nuova uscita, ma a lungo termine il finanziamento del nostro primo pilastro non è al momento garantito. Da qui la soluzione di compromesso elaborata con fatica dal Parlamento, che propone di aumentare dello 0,4% a tempo indeterminato il tasso dell’Imposta sul valore aggiunto. Per farlo occorre modificare la Costituzione federale e per questo c’è bisogno dell’avallo di popolo e cantoni. Dal 2030 in poi il Consiglio federale prevede di forgiare una nuova riforma per stabilizzare ulteriormente questa storica assicurazione sociale, creata nel 1948.
Come finanziare la 13esima AVS? E come garantire in futuro la solvibilità dell’intero primo pilastro? E che dire di un possibile aumento dell’età di pensionamento? Sono queste alcune delle domande che ruotano attorno a questo tema in votazione a fine novembre.
Modem ne discute con:
· Giorgio Fonio, consigliere nazionale Centro/TI
· Simone Gianini, consigliere nazionale PLR/TI
· Anastassiya Fellman, vice-presidente Giovani UDC Ticino
· Martina Minoletti, co-vicepresidente PS Bellinzona