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Il Cantone vuole diventare l’unico proprietario di Alloggi Ticino SA, la società nata nel 1987 per promuovere l’edilizia residenziale economica e frenare la speculazione. Chiede al Parlamento un credito di 9,42 milioni per rilevare le quote della Confederazione, di Logis Suisse e di due banche. Il prezzo è di molto inferiore al valore stimato del patrimonio, oltre 1’400 alloggi in tutto il Cantone. Il Parlamento è spaccato e il voto si annuncia sul filo. Ma al di là del caso, com’è davvero la situazione dell’alloggio in Ticino? Lo sfitto resta quasi il doppio della media svizzera e i prezzi degli affitti negli annunci sono in calo. Eppure fino a 6’000 economie domestiche faticano a pagare la pigione, perché qui i redditi sono più bassi. Lo Stato deve possedere alloggi o creare le condizioni perché altri li costruiscano? E perché in Ticino misure comunali, cooperative e incentivi stentano a decollare? Ne discutono:
Giovanni Branca, ingegnere, responsabile dell’Osservatorio sull’alloggio della SUPSI
Alberto Montorfani, fiduciario immobiliare, già segretario generale di SVIT, l’Associazione svizzera dell’economia immobiliare
Martino Colombo, avvocato, membro di comitato dell’Associazione svizzera degli inquilini