INFORMAZIONI SU QUESTO EPISODIO
Voce del Glossario a cura di Emanuela Candeo
UBIQUITOUS LEARNING
Il concetto di UBIQUITOUS LEARNING fa riferimento ad un modello formativo che utilizza a scopi pedagogici le potenzialità offerte da un insieme di tecnologie informatiche che consente agli utenti l’accesso a risorse didattiche in ogni momento e in ogni luogo. Se il termine learning circoscrive infatti il campo di ciò che è formativo, istruttivo e didattico, l’aggettivazione ubiquitous rimanda ad un nuovo e possibile ambito di comunicazione, pervasivo e immediato.
Lo sviluppo della tecnologia di comunicazione wireless, la diffusione di pc di nuova generazione, sistemi elettronici avanzati, l’evoluzione del web, rappresentano alcuni degli elementi che hanno reso possibile negli ultimi anni l’abbattimento dei vincoli spaziali e temporali, punto di forza per l’apertura di nuovi scenari educativi.
L’idea pedagogica sottostante evidenzia le dimensioni aperta, reticolare, collaborativa, frattale, mobile, dell’ apprendimento. Un apprendimento emancipato dal locale al globale, dal personale al collettivo, capace di integrare in modo reale vita e formazione. Un apprendimento in relazione con i termini “contesto”, “società” , “stile di vita” che incontra un tipo di utente giovane e dinamico incrementandone la motivazione e la partecipazione.
L’apprendimento diventa “laboratorio”: studenti collegati in rete, seduti sulla riva di un fiume intenti a raccogliere dati su ossigeno, temperatura, p.H. dell’acqua… possono essere in quel luogo e in quel momento soggetti che apprendono secondo una forma di gestione che mette in gioco un nuovo ruolo del docente e del discente. Oppure, un ragazzo che usa un telefono cellulare o un computer palmare in grado di mettere in relazione la posizione geografica in cui si trova con un insieme di contenuti e di informazioni è, in quel luogo e in quel momento un soggetto che “auto-apprende”…
La reale evoluzione nello scenario futuro è quindi legata allo sviluppo della comunicazione automatica, senza fili. Il sogno di arrivare sempre più diffusamente “everywhere and everytime” si sta avverando.
C’era una volta un luogo fisico all’interno del quale si era sicuri di essere lì e soltanto lì. C’era una volta un’aula all’interno della quale non entrava il mondo esterno. C’era una volta… C’è adesso un luogo… senza muri, c’è adesso un tempo… senza suoni di campanelle dove a tutti e a ciascuno è consentito di imparare… anche stando seduti su una nuvola!
UBIQUITOUS LEARNING
Il concetto di UBIQUITOUS LEARNING fa riferimento ad un modello formativo che utilizza a scopi pedagogici le potenzialità offerte da un insieme di tecnologie informatiche che consente agli utenti l’accesso a risorse didattiche in ogni momento e in ogni luogo. Se il termine learning circoscrive infatti il campo di ciò che è formativo, istruttivo e didattico, l’aggettivazione ubiquitous rimanda ad un nuovo e possibile ambito di comunicazione, pervasivo e immediato.
Lo sviluppo della tecnologia di comunicazione wireless, la diffusione di pc di nuova generazione, sistemi elettronici avanzati, l’evoluzione del web, rappresentano alcuni degli elementi che hanno reso possibile negli ultimi anni l’abbattimento dei vincoli spaziali e temporali, punto di forza per l’apertura di nuovi scenari educativi.
L’idea pedagogica sottostante evidenzia le dimensioni aperta, reticolare, collaborativa, frattale, mobile, dell’ apprendimento. Un apprendimento emancipato dal locale al globale, dal personale al collettivo, capace di integrare in modo reale vita e formazione. Un apprendimento in relazione con i termini “contesto”, “società” , “stile di vita” che incontra un tipo di utente giovane e dinamico incrementandone la motivazione e la partecipazione.
L’apprendimento diventa “laboratorio”: studenti collegati in rete, seduti sulla riva di un fiume intenti a raccogliere dati su ossigeno, temperatura, p.H. dell’acqua… possono essere in quel luogo e in quel momento soggetti che apprendono secondo una forma di gestione che mette in gioco un nuovo ruolo del docente e del discente. Oppure, un ragazzo che usa un telefono cellulare o un computer palmare in grado di mettere in relazione la posizione geografica in cui si trova con un insieme di contenuti e di informazioni è, in quel luogo e in quel momento un soggetto che “auto-apprende”…
La reale evoluzione nello scenario futuro è quindi legata allo sviluppo della comunicazione automatica, senza fili. Il sogno di arrivare sempre più diffusamente “everywhere and everytime” si sta avverando.
C’era una volta un luogo fisico all’interno del quale si era sicuri di essere lì e soltanto lì. C’era una volta un’aula all’interno della quale non entrava il mondo esterno. C’era una volta… C’è adesso un luogo… senza muri, c’è adesso un tempo… senza suoni di campanelle dove a tutti e a ciascuno è consentito di imparare… anche stando seduti su una nuvola!
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